CastelVoltunro: Il sindaco Francesco Nuzzo rimosso, non impugnerà l'atto di scioglimento.
Il Comune dovrebbe essere guidato dal vice sindaco, ma a CastelVolturno questa figura manca
CASTELVOLTURNO - Sarà pur vero che l'ex sindaco Francesco Nuzzo non ha provveduto alla nomina di un vicesindaco, ma è altrettanto vero che lo statuto comunale prevede comunque che il Consiglio possa essre portato avanti dall'assessore anziano. In questo caso toccherebbe a Rocco Russo traghettare l'ente fino alla tornata elettorale di marzo. Detto questo, nei giorni scorsi la segretaria comunale ha inviato una richiesta alla Prefettura che ora dovrà esprimere un proprio parere in merito a questa ipotesi. Già in giornata si potranno ricevere delle risposte certe.
Per quanto concerne invece i termini previsti dalle annunciate dimissioni di Nuzzo, in effetti si tratta di una dichiarazione resa dopo il provvedimento governativo e quindi senza alcun fondamento da un punto di vista strettamente tecnico. Così fino alla prossima primavera, a reggere le sorti dei Comuni di Casal di Principe e Maddaloni, saranno rispettivamente i vice sindaci Francesco Schiavone e Salvatore Liccardo. Discorso diverso, invece, per Castelvolturno, dove, per il dopo Nuzzo, si paventa l'arrivo del commissario prefettizio. E' questo il risultato della rimozione dei sindaci Cipriano Cristiano, Michele Farina e Francesco Nuzzo, richiesta dal sottosegretario Bertolaso, avallata dal ministro dell'Interno Maroni e decretata dal presidente della Repubblica Napolitano. Rimozione legata, si legge nel provvedimento, a gravi e reiterate inadempienze, sul fronte della gestione del sistema dei rifiuti, con gravi ricadute sul fronte dell'igiene urbana e della tutela della salute pubblica.
IL DOPO SCIOGLIMENTO - Ma se da un lato l'ex sindaco di Castel Volturno Nuzzo fa sapere che non impugnerà l'atto di scioglimento, giacchè in questo momento preferisce pensare ad altro, dall'altro gli ex sindaci di Casal di Principe e Maddaloni hanno già dato mandato ai legali per produrre ricorsi amministrativi dinanzi al Tar; per chiedere prima la sospensiva e, successivamente, la totale inefficacia del provvedimento di rimozione. Nel caso di Casal di Principe, sarà il senatore del Pdl, Carlo Sarro, amministrativista, a seguire il ricorso in nome e per conto di Cipriano Cristiano, che ha incassato la solidarietà di diversi sindaci, anche di colore politico opposto; idem per Michele Farina, che spera nella “riabilitazione” del Tar Campania.
IL MANDATO DI NUZZO - Il sindaco Nuzzo rassegna le dimissioni dopo che il Comune che amministra è finito nella black list di Bertolaso. E nella lettera che scrive al segretario comunale critica proprio il sottosegretario della emergenza rifiuti in Campania. “Rassegno le dimissioni dalla carica di sindaco - si legge nella lettera del sindaco, magistrato nel norditalia - poiché ho contrastato la camorra, il malaffare, le ingiustizie, ma non riesco a resistere allo Stato che offende la mia dignità. Sono costretto a lasciare per sdegnata protesta contro l'iniziativa del Sottosegretario Guido Bertolaso che, in base a una legge di assai dubbia costituzionalità, ha attivato la procedura per la mia rimozione, sul presupposto del mancato raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti”.
Il 27 Aprile 2009 il sindaco Francesco Nuzzo si è dimesso denunciando “ricatti e litigi continui” nella sua maggioranza di centrosinistra, costituita da Pd e due liste civiche, che lo sostenevano. Il primo cittadino – nella lettera consegnata al segretario generale del Comune – parlò anche di ‘solitudine', di una lotta alla camorra conbattuta da solo. La decisione fu maturata alla vigilia dell'approvazione di tre fondamentali provvedimenti: il piano urbanistico territoriale, il piano per il commercio, ed il piano spiaggia. La situazione che attraversava la maggioranza in quel periodo non era di certo rosea: negli ultimi giorni i consiglieri del gruppo indipendente avevano chiesto a gran voce le dimissioni del vicesindaco e assessore al bilancio, Lorenzo Marcello; mentre la maggioranza aveva già perso un pezzo con le dimissioni del consigliere Rita Di Giunta.
Nota: fonte: Interno18 - Vincenzo Altieri