CastelVolturno, un Comune allo sbando: Giovedì il primo consiglio comunale dell'era Russo
Antonio Scalzone replica: "L'amministrazione è stata solo capace di far naufragare i progetti realizzati con sacrificio dalle istituzioni"
Giovedì il primo consiglio comunale dell'era Rocco Russo. L'assessore anziano chiamato a traghettare l'amministrazione comunale fino alle elezioni di marzo, ha avuto l'idea di dirigere l'Assise con scottanti temi posti all'ordine del giorno. La riacquisizione degli usi civici, di cui l'Ente municipale se ne è sempre lavato le mani e di conseguenza i punti posti dall'Accordo di Programma e, soprattutto, della Darsena e del costruendo porto. Un business milionario gira intorno a quelle aree e nè il Governo nazionale nè le amministrazioni sono state capaci di tutelare gli interessi dell'Ente quando, magari, dalle transazioni con le società appaltatrici si poteva ricavare un buon bottino. Il punto, però, è ben diverso. Perchè affidare questi temi all'assessore anziano Russo? O forse perchè oggi Russo si sveglia dal torpore atavico per toccare punti così delicati?
L'INTERVENTO - Ad intervenire in merito alla vicenda è anche l'ex sindaco di Castelvolturno Antonio Scalzone. Fu proprio lui nel 2003 a sottoscrivere l'Accordo di Programma con la Regione Campania, la Provincia di Caserta e le società di Coppola. "L'amministrazione Nuzzo è cominciata male e finisce con Rocco Russo ed i suoi compagni di avventura. Un'amministrazione che tra i tanti difetti ed i tanti fallimenti è stata capace di naufragare ciò che con tanta fatica e tanto sacrificio diverse istituzioni avevano costruito per dare un futuro degno alla nostra martoriata città. Accordo di Programma, transazione tra lo Stato e la famiglia Coppola, soluzioni costate anni di fatiche e d'impegno anche finanziario da parte dello Stato buttato al vento da parte di arrembanti professionisti della politica che per anni non si sono accorti, per anni hanno taciuto, per anni hanno omesso. Alla fine del mandato, dopo che per quasi cinque anni si sono “serviti” delle società facenti capo alla famiglia Coppola, per far fronte ai loro “bisogni” politici come per i 32 dipendenti del progetto “Decoro” danno il benservito alla nostra collettività, facendo saltare transazione, accordo di programma e porto turistico. Dicevano di voler accelerare i tempi per la realizzazione del porto turistico, sono gli stessi che hanno bloccato il “centro commerciale Giolì”, sono gli stessi che revocarono la licenza edilizia all'ASL per la costruzione del Poliambulatorio e favorire qualche loro “amico”, sono quelli che probabilmente hanno tenuto sotto “ricatto” tutto il territorio. Con questi amministratori si può solo fuggire da Castel Volturno, fortunatamente mancano poche settimane, dovranno essere loro a fuggire".
Nota: fonte Vincenzo Altieri Interno18