Il comune è in piena crisi, dopo le "dimissioni" del sindaco Francesco Nuzzo, costretto ad andar via dal Ministro Maroni per inadempienze
nelle attività di competenza per la raccolta dei rifiuti, la Prefettura con una nota assegnò
le funzioni del sindaco all'assessore anziano Rocco Russo, perchè la figura del vicesindaco era inesistente già da diversi mesi. Ma l'era Russo è durata poco.
Difatti undici consiglieri comunali per protesta hanno rassegnato le dimissioni causando la conseguente impossibilità di far funzionare l'Ente. Il Prefetto di Caserta, dr Ezio Monaco, è stato costretto quindi a nominare il Prefetto Michele Capomacchia, Commissario prefettizio per la provvisoria gestione del Comune.
E intanto nell'attesa delle prossime elzioni del 28 marzo, iniziano le proposte dei vari movimenti potici della cittadina.
Il Partito Democratico locale, apprendo e riporto da "Il Mattino" in un articolo di Vincenzo Ammaliato, chiede al già tre volte sindaco di Castelvolturno e fondatore della sede del Pci del centro litoraneo, Mario Luise, di accettare la candidatura alla carica di sindaco dei partiti di sinistra per le prossime elezioni.
Mario Luise, però, ringrazia e rifiuta l'invito. Settanta anni, residente da tempo a Caserta, l'ex primo cittadino Luise rappresenta un pezzo di storia, peraltro significativo, di Castelvolturno. È stato sotto la sua prima amministrazione, quella degli anni Settanta, che furono chiuse le cave di sabbia della camorra sulle sponde della foce del fiume Volturno, in un periodo in cui il sentimento ambientalista non era neanche ancora germogliato sulla Domiziana.
Fu Mario Luise, negli anni Novanta ad avviare il procedimento di pubblicizzazione dei servizi (raccolta rifiuti, illuminazione e manutenzione stradale) in quella che all'epoca appariva come un'enclave nel territorio di Castelvolturno, il Villaggio Coppola. E sempre lui è ricordato per aver voluto e inaugurato un istituto sulla Domiziana che regolamentasse e gestisse il grosso flusso d'immigrazione che insisteva da anni sul litorale, il centro Fernandes. «L'invito dei compagni di Castelvolturno - dice Mario Luise con voce rotta dall'emozione - m'inorgoglisce ma al tempo stesso mi fa soffrire. Soffrire - aggiunge l'ex sindaco - in quanto non c'è al momento alcuna condizione affinché io possa accettare, nonostante sul litorale ci sia tanto da fare».
Mario Luise si allontanò definitivamente dalla vita politica e dalle iniziative del centrosinistra di Castelvolturno cinque anni fa, all'indomani della costituzione del grosso cartello elettorale formato per sconfiggere il centrodestra e Antonio Scalzone e che sosteneva la candidatura di Francesco Nuzzo, magistrato candidatosi all'epoca come indipendente nelle file dei Ds e poi passato nell'Udeur. «Non perché non approvassi la figura istituzionale del giudice Nuzzo - sottolinea Luise - La mia scelta fu motivata semplicemente perché dell'alleanza facevano parte personaggi che sono stati nostri avversari. Gente nemica di Castelvolturno, uscita dalla porta grazie alla magistratura e rientrata con Nuzzo dalla finestra».
Per i partiti locali dell'area di sinistra, quindi, non resta allo stato che l'opzione, già anticipata qualche giorno fa, delle primarie. Ma i tempi si accorciano. Gli altri partiti hanno già iniziato la campagna elettorale. Intanto, però, per il Pd resta una piccola porta lasciata aperta da Luise. «In ogni caso - avverte - i compagni del litorale, qualora ne avessero bisogno, avranno sempre il mio apporto. Non lo posso negare a loro, né al territorio, né e a tutta la sua gente»